L’innovazione disruptive: le relazioni

Lo sapevate che la maggior parte delle persone non lavora per i soldi ? 

Lo sapevate che spesso dietro ogni scelta di lavoro i soldi arrivano dopo?

Bene se non lo sapevate provo a dirvelo, le persone amano sentirsi parte, le persone amano sentire che possono dare un contributo, le persone amano essere riconosciute e nella scelta del lavoro o di altre scelte, questa è la cosa che arriva prima di tutte. 

Valori e molto altro

Il valore principe è il riconoscimento, quella sensazione che arriva dalla relazione efficace, quella sensazione nella quale si capisce di essere importanti per qualcuno o per qualcosa, ma allora perché in azienda si continua a dare per scontato il rapporto tra le persone e non lo si allena.

Ovviamente i soldi sono importanti perché attraverso i soldi accediamo ad un livello di vita potenzialmente migliore ci possiamo permettere un viaggio, ci possiamo permettere una vita sociale interessante, possiamo in qualche modo sentirci più liberi.

Ma anche in questo caso se vengono a mancare i presupposti valoriali nei quali noi ci sentiamo comodi, i soldi non bastano più, ma anzi diventano il limite per il quale noi continuiamo a muoverci senza chiederci che cosa vogliamo veramente ma soprattutto perché lo vogliamo.

Sarebbe bello dire di poter scegliere la vita che vogliamo ma in verità è una grande balla che vogliono farci credere. 

La domanda viene spontanea, chi vuole farcelo credere?

La risposta non è chiara però è abbastanza scontato dire la società in cui viviamo. 

Fa un enorme differenza essere nati in Europa anziché in America anziché in Giappone o anziché in Africa, farà tutta la differenza del mondo se sei nato in una città anziché essere nato in una foresta quindi la prima cosa che ci limita o ci aiuta è la fortuna di essere nati in un posto moderno e accogliente e con molte possibilità sociali. 

Allora vuol dire che chi è nato in un paesino sperduto non vive bene?

Ovviamente no, anzi probabilmente il ritmo della sua vita i suoi sogni le sue azioni quotidiane sono tarate rispetto alla società che lo circonda e potrebbe comunque avere quella sensazione di urgenza o di stress che attanaglia chi abita a Milano o a Roma o a New York.

Ma allora cosa fa veramente la differenza?

La differenza la fa la consapevolezza di sapere che cosa si vuole e successivamente sapere cosa bisognerebbe fare, ma soprattutto sapere perché lo vogliamo fare.

Enorme differenza è proprio nel chiedersi perché.  

Andare in profondità per sapere esattamente che cosa ci fa muovere, se è qualche cosa che abbiamo scelto o è qualche situazione che ci ha costretto. 

In ogni caso il perché è importante per associare un valore e la conseguente azione da mettere in atto.

Simon Sinek uno dei più apprezzati speaker Ted X ha basato la sua performance e i suoi libri  incentrandoli proprio sull’importanza del perché, ovviamente non ha scoperto nulla di nuovo perché come sempre i greci sono arrivati molto prima.

I Greci erano avanti

Socrate, come ha spiegato Platone nei suoi scritti, utilizzava il metodo del dialogo chiamato oggi Maieutica per far emergere il senso delle cose, quindi come vedete in ogni situazione che riguarda l’umano essere, basterebbe fare un passo indietro e andare a rileggersi gli antichi greci per avere molte delle domande e delle risposte che oggi cerchiamo spesso inutilmente, perché ci fidiamo di quello che ci dice il guru di turno.

L’innovazione disruptive

La cosa certa e più innovativa che si possa fare oggi nelle aziende per migliorare l’efficienza l’efficacia e il conseguente miglioramento della produzione di prodotti o servizi è tutta concentrata all’interno delle relazioni delle organizzazioni. Saper ascoltare e saper dialogare, sapere esattamente quali sono i valori della visione aziendale, conoscere approfonditamente le persone che ci circondano il loro modo di essere non è una perdita di tempo ma è sicuramente il miglior investimento che l’azienda oggi posso fare.

Tutto questo fa aumentare il senso di responsabilità, perché tutto quello a cui teniamo ci fa diventare protettivi verso quella cosa. 

Quando diventiamo protettivi diventiamo più attenti più consapevoli e sicuramente più responsabili a che le cose funzionino nel miglior modo possibile.