Resilienza e resistenza emotiva, cosa sono e come funzionano

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Resilienza e resistenza emotiva, cosa sono e come funzionano

resilienza e resistenza emotivaLa parola resilienza grazie ai libri di Piero Trabucchi è balzata agli onori della cronaca come capacità di chi si “piega” ma non si spezza come tutti quegli atleti che affrontano sfori enormi nelle gare di lunga durata.

 

RESILIENZA E RESISTENZA EMOTIVA

Il riferimento in psicologia è dunque di chi affronta le sfide dure della vita, resistendo e uscendone addirittura più forte e a pensar bene mi viene da dire che ogni umano nella sua vita più o meno consapevolmente è resiliente almeno una volta.

Pensate solo allo sforzo di nascere, l’attimo resiliente per eccellenza, un momento che ci “stravolge” facendoci passare da un ambiente protetto al mondo carico d’insidie.

Come riusciamo ad affrontare quella sfida senza strumenti “apparenti” se non la semplice “forza” che ci appartiene per dna.

Pensate ora a cosa accade invece quando da grandi entriamo in una condizione di “sofferenza” e ci sembra di non farcela e qualche volta ci viene voglia di mollare o addirittura non proviamo neppure a metterci in gioco.

E’ tutto un bilanciamento tra i limiti reali e i limiti che ci autoassegnamo. Si tratta sempre di un momento che però, può fare la differenza.

La capacità di essere emotivamente resistenti e la resilienza vanno a braccetto e ci portano verso il traguardo che abbiamo scelto, sostenendoci nell’affrontare le fatiche e le insidie che ci si presentano durante il nostro cammino.

Ricordate che potete spostare il limite (#movethelimit) e di conseguenza allenare la resilienza potenziando la resistenza emotiva, basta ricordare che almeno una volta lo abbiamo fatto … quando siamo nati.


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La sindrome del gorgo

gorgo_acquaQuando le cose attorno a te sembrano risucchiare le tue energie senza dare risultati, è il momento di capire dove guardare per intervenire e risolvere questa sensazione, che se presa alla leggera può diventare deleteria.

La tecnica di uscita da un “gorgo” d’acqua, non è quelle di lottare in superficie per contrastarne la corrente, ma quella di farsi trascinare sul fondo dove il gorgo è più stretto e spingendo forte con i piedi spezzarne il punto di contatto.

Nel nostro caso, interverremo prima del farci trascinare sul fondo, individuando la cosa più facile e veloce che possiamo risolvere e iniziamo, la nostra opera di uscita dal “gorgo”, proprio da li.

L’azione di “rottura” potrebbe essere una semplice telefonata o il riassetto della vostra scrivania/postazione, o qualsiasi cosa che possiamo fare che risulti un’azione che porti anche un piccolissimo risultato positivo.

Rompere il gorgo serve a riattivare un movimento lineare verso il fare.

Usciti dal “gorgo” sentirete il vostro umore modificarsi e incomincerete ad applicare questa tecnica ogni volta in cui la fatica e gli eventi che vi circondano, vi ruberanno energia.

un saluto #movethelimit a tutti