Welfare nell’industria 4.0

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Welfare nell’industria 4.0

Pensare alla serenità dei propri dipendenti è oggi un punto irrinunciabile che raccoglie la sfida del nuovo welfare aziendale in un momento storico in cui il welfare statale è stato ridotto a zero. Oggi le

persone sono il vero valore aggiunto in ogni organizzazione e l’investimento più redditizio è prendersi cura dei loro bisogni e delle problematiche che vivono anche fuori azienda per dar modo a loro di essere sempre proiettati verso il risultato così caro alla produzione.

Le persone hanno bisogno di ascolto e strumenti per vivere il cambiamento in modalità proattiva, mettendosi in gioco ogni giorno autovalutandosi e per darsi la possibilità di far aderire la propria vision personale alla vision aziendale e per dare sostanza alla mission personale che dovrà accorpare la mission di ruolo.

“La Serenità del singolo oltre alle sue competenze tecniche fanno la Serenità di un’organizzazione.”

Esistono diverse scuole di Counselling, ma per quasi tutte il modello di riferimento è la Cliented Centred Therapy (1951) di Carl Rogers, famoso per la sua psicoterapia non direttiva: il modo migliore di aiutare una persona non è dirle cosa fare, ma indirizzarla verso una migliore comprensione del problema, perché possa assumersi la piena responsabilità delle proprie scelte di cambiamento.

Il Counsellor non va confuso con un consulente esperto in processi aziendali: il Consulente è una figura professionale che esprime un proprio parere di competenza su un quesito prevalentemente tecnico professionale, mentre il Counsellor favorisce la soluzione ad un quesito che crea disagio esistenziale e/o relazionale ad un individuo o un gruppo di individui.

In altre parole, il Consulente lavora per il buon funzionamento aziendale, il Counsellor per il benessere delle persone in azienda.

Rollo May afferma che il Counsellor lavora prevalentemente attraverso se stesso e le sue qualità principali sono la capacità di sentirsi a proprio agio con gli altri e l’empatia. Pur condividendo questa affermazione, potrebbe sembrare che queste siano doti innate, mentre il mestiere del Counsellor richiede una lunga e strutturata preparazione teorica e pratica, poiché l’intervento entra nel relazionale profondo.

Il Counsellor trasmette al Cliente la fiducia nelle proprie possibilità di cambiamento, il Cliente sperimenta, in un clima di rispetto e di riservatezza, nuove modalità di pensare e di agire. Nella relazione d’aiuto il Cliente vive un rapporto protetto e non giudicante, in cui riceve energia e i necessari supporti di tipo cognitivo, concettuale ed anche emotivo.