Company profile: il profilo della tua Azienda

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movethelimit marco zamboni

Company profile: il profilo della tua Azienda

movethelimit marco zamboni

“Le parole sono codici” …

Ogni giorno è sempre più difficoltoso districarsi tra inglesismi, preconcetti e confusioni varie.

In azienda come nella vita si tende a seguire la moda imperante e oggi più che mai le parole Marketing, Comunicazione, Personal Branding, Brand Identity, Company Profile, Corporate Identity sono nel vocabolario. Proprio per questo motivo è sempre più difficile definire cosa le persone che le usano, hanno davvero capito del concetto intrinseco.

Le confusioni maggiori si incontrano tra Marketing e Comuncazione, dove la commistione di pensiero e azione è a dir poco imbarazzante. Ultimamente, un’altra confusione che ho riscontrato e tra le parole Corporate Identity e Company Profile. Ebbene questo è il frutto della troppa informazione e del quasi nullo approfondimento della stessa.

Quando ti ritrovi a spiegare quanto sia importante “calibrarsi” sull’uso dei termini, trovi veri e propri equilibrismi che non facilitano certo lo svolgersi delle azioni che servirebbero.

Immaginate di dovervi presentare a qualcuno che non vi conosce … state immaginando?

Ecco sicuramente sarà apparsa un’immagine in voi che stringete la mano, vi presentate per nome e cognome, o solo il cognome o solo il nome … caspita, non ci avevo pensato, ma fa la differenza già solo pensare a queste tre variabili. Ecco immaginate quante ce ne sono per un’Azienda che offre prodotti o servizi, immaginate davvero quello che volete lasciare all’altro (cliente) che vi sta conoscendo, ora questo amplificatelo per n … Ecco questo è quello che dovremo pensare nel momento in cui costruiamo una Company Profile aziendale.

Pensiamo ai nostri stakeholders e a come incuriosirli, parliamo della nostra Vision(e) presentiamo i nostri Valori e quello in cui crediamo, mostriamo la nostra Etica del lavoro e del rispetto per il cliente e i dipendenti collaboratori, raccontiamo una storia che colleghi il tutto, mostriamo le azioni quotidiane per raggiungere il nostro scopo e incartiamo con una grafica “giusta” per l’ambiente in cui vogliamo farci “notare”.

Ecco ora torniamo a pensare a Noi, riduciamo ma non troppo quanto vale per le Aziende e costruiamo, partendo da qui, anche il nostro “personal branding”.

Spero di non avervi confusi, ma se l’ho fatto, ben venga perchè possiamo partire a fare chiarezza come Azienda o come persona che ha voglia di “mostrarsi” nel miglior modo possibile. Anche questo fa parte delle competenze relazioni che servono allo sviluppo personale.

 


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Tutti pronti al cambiamento, ma …

Choices of a businessman

Choices of a businessman

Tutti vogliono il cambiamento, pochi, anzi pochissimi, sono disposti a cambiare per agevolare il cambiamento.

La resistenza al cambiamento, anche di chi potenzialmente lo vuole e lo auspica, è una resistenza, spesso passiva, fatta di pensieri, domande e tanto immobilismo, ma altrettanto spesso è fatta di azioni per la difesa di uno status acquisito e che si sente di dover mettere in gioco con la paura di perdere qualche cosa.

Ma allora perchè lo si vuole ma non si vuole cambiare? Semplice !! Nelle organizzazioni più o meno complesse mettersi in gioco per cambiare, vuol dire scoprirsi e far emergere qualche cosa di se, fino a ieri celata dietro un ruolo o una mansione. Questo livello presuppone molta conoscenza di se e di come funzionano le relazioni, e la paura di prendersi una responsabilità è una sfida molte volte insostenibile.

I cambiamenti organizzativi vanno a toccare “aree di confort” consolidate negli anni, dove la sicurezza del singolo si è costruita in “routine” giornaliere che hanno portato risultati non sempre eccellenti. Insomma in molti casi e in molti ruoli si sono create risorse che “vivono vita di quieta disperazione”, parafrasando il famoso film L’attimo fuggente.

La chiave di volta si chiama responsabilità. Responsabilità dei singoli ad informarsi per aderire al cambiamento con azioni reali, Responsabilità dei Dirigenti a guardare oltre la tecnica coltivando relazioni efficaci e facilitanti e Responsabilità della Proprietà a che tutto avvenga nel rispetto dei valori e dei principi dichiarati nella vision (Nel casi in cui non ci sia, crearla.  NordEst con oltre l’80% di aziende senza una vision)

In fin dei conti come umani siamo nel cambiamento continuo da che nasciamo … si chiama Vita!!!


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Quale Vision …

istock_000006151362xsmallMolte aziende oggi non danno il giusto valore alla vision aziendale, pensando addirittura sia superflua o semplicemente una cosa di moda che fa figo avere.

Avere questo tipo di pensiero e molto simile dal pensare che si possa andare per mare senza una bussola o un sestante. Quando esterno questo pensiero dall’altra parte vi lascio immaginare le smorfie … -e si valà … – ma dai non esagerare … – beh che ci vuole io per mare ci vado senza bussola e senza quell’altra cosa li che hai detto.

Non è per ridicolizzare chi non da valore al concetto di vision, ma per fare arrivare a tutti che una percentuale altissima di PMI oggi è ancora in alto mare su concetti che servono a chiarire quale sia “la visione futura”, quale sia la strategia ispirante. Non è un caso che in tutte le aziende dove non ci sia chiarezza di Vision e Valori, ci si imbatta in una situazione di clima aziendale sempre problematica o in eterno movimento.

Perchè? … Perchè la Vision è ispiratrice della Mission e del “come” ogni giorno ci si deve allenare per vincere la gara con il mercato che cambia ogni 3 mesi.

I valori fondandi che sorreggono l’azienda devono esprimersi come un faro che da luce ad un futuro aziendale che ha sempre più bisogno di coinvolgere i componenti della squadra, che altrimenti si troverebbero semplicemente a fare quello che il loro senso di responsabilità suggerisce, senza avere una fune a cui aggrapparsi tutti insieme per arrivare dove il faro è puntato.

Accendete la luce sui valori e tutto diventerà più chiaro