Metodo

In cosa consiste il metodo movethelimit?

È un metodo molto semplice basato sull’autovalutazione personale attraverso logiche che si sviluppano in ambito sportivo per migliorare la propria prestazione.
La metafora sportiva è un approccio estremamente facile da capire per tutti anche perché lo sport è una attività a cui tutti bene o male si sono avvicinati, alcuni in forma agonistica altri prettamente sportiva amatoriale.

A chi serve movethelimit?

Movethelimit serve per allenare le persone all’interno delle organizzazioni, ma soprattutto serve per aumentare la consapevolezza della responsabilità di ruolo.
Le persone imparano a conoscere il loro modo di essere individuando limiti bloccanti e nella fattispecie spostarli per attivare miglioramento continuo.
E serve a tutti quelli che sentono il bisogno di diventare più efficaci .
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Perché è importante riconoscere i propri limiti?

Sono molto importanti nel nostro funzionamento perché ci aiutano a contenerci, riconoscerli in modo consapevole aiuta invece a capire come poterli spostare potenziando le nostre azioni di crescita e sviluppo, mettendoci in una condizione di miglioramento continuo. La consapevolezza di poter andare vicino al limite ci pone nella condizione di fare un’esperienza che potremmo giocarci ogni volta che ne avremo l’esigenza durante la fase di spostamento del limite.
Nello sport lo spostamento del limite è l’azione del mettersi in gioco in ogni allenamento, quando la fatica sopraggiunge e li che sta iniziando il nostro allenamento.

In un atleta la fatica è il primo limite da spostare per potersi allenare con sempre più Forza, Concentrazione, Applicazione.
In una persona che ricopre un ruolo organizzativo il primo limite è la relazione con gli altri, è la chiarezza delle proprie mansioni, è capire esattamente quello che gli viene richiesto, è essere efficace ed efficiente. E come potete vedere chi lavora in un’organizzazione a molti più limiti da spostare ma il sistema è lo stesso che si affronta durante l’allenamento sportivo, ci si deve mettere in gioco, si deve avere chiaro dove si vuole arrivare, ci si deve allenare per relazionarsi in modo convincente ed efficace.

L’allenamento quindi è alla base di tutto, È una condizione giornaliera alla quale bisogna sottoporsi senza mai sottrarsi, Anzi ogni giorno deve essere un momento in cui ci si mette in gioco per poter riuscire a raggiungere qualche cosa di più. Così come nell’allenamento sportivo anche nell’allenamento aziendale avremo dei momenti di valutazione da situare prima durante e dopo un periodo, I risultati di questo controllo ci permetteranno di monitorare i nostri miglioramenti E ci daranno un ulteriore stimolo per trovare la chiave del miglioramento continuo a cui vogliamo sottoporci.

Perché l’atleta riesce ad andare oltre e qualche volta il dipendente si ferma?

Semplicemente perché l’atleta ha sempre molto chiaro dov’è il traguardo da raggiungere sa esattamente ogni giorno quanta strada gli manca per arrivarci. La differenza sostanziale in azienda è proprio questa, c’è una lotta continua al risultato produttivo ed è come non ci fosse mai un momento in cui si raggiunge il traguardo. In azienda e come si fosse sempre in gara cercando continuamente una prestazione che in verità andrebbe allenata, ma la cosa che sento dire più spesso, è che non c’è il tempo di allenarsi perché il mercato non aspetta.
Una squadra che non si allena non potrà mai migliorare la propria prestazione basale, non potrà mai accelerare, non potrà all’occorrenza dare di più perché pensa che quello che sta facendo è già il massimo possibile. Un mio limite che sembrerebbe invalicabile, ma la chiave per migliorare tutto questo è fare in modo che la consapevolezza dell’allenamento produca nel medio e breve periodo sicuramente risultati migliori che non continuando con una media standard sempre uguale.

La relazione è alla base di tutto

Nello sport la conoscenza di sé è un valore aggiunto estremamente importante che aiuta nei momenti di difficoltà, a non guardare alla difficoltà in se, ma a guardare alla soluzione ipotetica, attivando meccanismi di resilienza supportati da valori chiave che sono tipici di chi è molto focalizzato verso il proprio obiettivo. Atleti che non hanno questa consapevolezza spesso è volentieri si fermano allo stadio di talento, senza riuscire mai ad esplodere come fanno i campioni.
Nelle organizzazioni la relazione è la chiave del successo, molto più che l’innovazione di processo o di prodotto, che nella maggior parte delle aziende si continua a perseguire come l’unico obiettivo che conta. Le relazioni fanno girare le organizzazioni perché rendono le persone più disponibili, più coinvolte, e più strettamente aderenti ai valori aziendali.
A supporto di tutto questo c’è l’attenzione per la vision e la mission aziendale che dovranno essere estremamente chiare e precise e dovranno essere sottoposte all’attenzione di tutti. Una volta chiarite la vision e la mission aziendale, si passerà all’elaborazione di un progetto che sviluppi la missione personale di ogni dipendente all’interno dell’impianto organizzativo.
La forza di avere una missione personale aderente ai propri valori, aiuta a capire meglio le proprie mansioni e rende le persone più sicure e più disponibili all’autovalutazione, Con conseguente miglioramento della prestazione perché sottoposta ogni giorno alla valutazione personale, con conseguenti azioni di miglioramento che in automatico lavorano sulla tensione, l’applicazione, la passione con cui svolgere le proprie mansioni.